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Rinascimento digitale



Discorsi collinari

Da una risposta su un forum su tecnologia, industria e commercio è partito un Papiro della collina (per via delle città macchine paesaggio)

La questione è vecchia e nota, le tecnologie da sole possono solo fare disastri, basta pensare al fuoco, rimasto nel mito.
Il fuoco è una tecnologia già presente in Natura che, come credo tutte le tecnologie, non si possiede perché si sa usare, è il controllo che serve per renderla bbuona, senza può essere solo distruttiva. I problemi sorgono quando i più specialisti di una tecnologia si trovano ad avere un vantaggio, riservato a pochi, verso il resto della popolazione e, in dipendenza della cultura, tendono a credersi autosufficienti per decidere come usarla. schema marea nera È un bug che possono riservare tutte le tecnologie, specie quando dei tecnocrati credono che quella tecnologia può risolvere tutto. Vale ad esempio anche per l'economia quando apportano benefici e si pensa che lo continueranno a fare sempre, e si crede che il modello, da solo, garantisca sempre lo stesso grado di prosperità anzi, lo continui ad aumentare pure senza altre conseguenze. Da cui un bug, che può esistere in tutte le tecnologie e che può risolversi solo con la compresenza di tecnica e cultura. La tecnica dispone mezzi che la cultura deve sapientemente controllare per utilizzarle a convenienza culturale, e quindi sociale, e sono dei meri mezzi, che potrebbero anche fare tantissime cose, solo che deve essere la società a stabilire quali.
marea nera estensione aprile Da cui Rinascimento digitale per il digitale e Rinascimento vale sempre, uno scienziato è in un ambiente dove non c'è un preciso campo di movimento, essendo il campo di ricerca l'ignoto, e l'ignoto non può avere precisa demarcazione, che è successiva, e inoltre, la tecnica più evoluta rimanda, oltre a tutte le scienze sempre, in modo particolare alla lingua, per via della necessità peculiare, non di distruggere per possedere, ma di descrivere e comunicare con la lingua, che anche descrive il mondo e le nostre teorie su esso e le comunichiamo, per cui non si può mai prescindere dalla lingua, per la descrizione del mondo e nello sviluppo di qualsiasi tecnica e suo controllo. Se uno scienzato a un certo punto, ha una qualche concezione fallace, trova chi la contesta, mentre nella tecnica, il beneficio affaristico si accontenta di avere mercato. A conseguenza di questi bug se ne generano altri, così un tecnico, visto che non sviluppa tecnologia solo a beneficio dei meno tecnologici, è in perenne competizione coi tecnici di quel settore, quindi tenderà a competere ad aumentare le potenzialità della tecnologia, anche se non servisse, e si nota, con imbarazzante sottostima degli eventuali malfunzionamenti, che la tecnica tende ad accreditare come male necessario, sarà necessario a loro, non a l'uomo, che si troverà a intervenire quando la sola tecnica, fa i maggiori disastri. Così un tecnico o ha moltissime conoscenze extra tecnica o non potrà mai leggere bene cosa conviene fare e come, e tenderà a decidere da solo, basandosi sull'esperienza, cioè su chi ne farà le spese, necessariamente per i tecnocrati, per niente per la cultura e con la possibilità di superare il limite, non solo con tecnici colti ma anche con gruppi in cui le competenze si completano e solo discutendo arrivano dove quasi mai si va da soli.
Poi il consumismo, è una delle conseguenze del vantaggio che il capitalismo ha preso su modelli meno sbilanciati alla ricchezza comunque sia, a causa del conflitto col comunismo che ha estremizzato la risposta occidentale. In quell'epoca si guardava più alla necessità di dimostrare alla storia che senza libertà non si poteva competere nello sviluppo, ma il modello poi è stato accreditato come prospero per sempre. Invece, senza cambiamenti di rotta, quella via è disastrosa per l'uomo, interpretando la vita sociale come l'accumulo di ricchezze per avere le maggiori, il più possibile chi può. Questo modello ha portato dall'avanzamento dell'economia alla crisi del comunismo concorrente ma, superato un limite ha mostrato la sua perversione. Il modello consumista, oltre un certo limite tende a commercializzare, anche distruggendo, il mondo stesso su cui dovrebbe vivere, e arriverebbe ad estinguersi ricchissimo, di simboli e merci e senza ambiente. L'accumulo, è necessariamente una via che porta alla distruzione, chi vende solo per ricavare, ha convenienza a farlo sorvolando sul suo disastro, che in effetti non inciderebbe neanche molto sulla Natura, per lui solo, ma non se troppi, e siamo anche in grado di dare risposte tecnologiche ancora più distruttrici per accumulare ulteriormente. Senza considerare che la Natura ci farebbe anche distruggere il nostro ambiente, facendone parte, ma noi non abbiamo la tecnologia della Natura, ancora siamo lontani per saperne fare a meno, e non si è mai arresa, la nostra capacità di distruzione ci fa credere che sia così, ma è proprio l'opposto, noi possiamo distruggere solo il nostro ambiente stesso, mentre la Natura da sempre, può creare a noi danni quando succede. Ed è un caso più complesso da affrontare per le tecnologie di cui disponiamo, perché la natura non comunica, almeno si pensa, non comunica con una lingua di simboli tra intelligenti, si comporta solo.
E ancora, ci sono vecchie teorie, mai confermate del tutto del resto, credo, che la terra abbia comunque un problema necessario di esaurimento delle risorse, questo è smentito da più fatti, ed è basato su speculazioni, sull'andamento della popolazione approssimative e smentite, sempre nel forum. Primo: Qualsiasi mondo, non potrebbe mai rapportarsi alle dimensione di una sola specie, sarebbe assurdo e la Natura lo riporta, il mondo è il mondo, le specie si adattano al mondo, chi potrebbe adattare il mondo a lui e come dovrebbe fare? Qualcuno immagina tecnologie evolute da farci colonizzare altri mondi sicuri in tempi accettabili? Pagheresti per finanziare progetti che vanno alle colonie tra le galassie con umani? Perché le risorse finiranno comunque a seguito della nostra crescita demografica? Essendo il mondo il mondo, e avendosi dovuto adattare anche i dinosauri al mondo, neanche da dinosauri sapremmo dominare il mondo, e inoltre, perché la popolazione non dovrebbe poter convivere? Le specie se hanno necessità di aumentare di numero, in Natura non hanno altra scelta di diminuire la mole, ed essendo questa una necessità per moltissime specie, quando vengono a trovarsi in spazi ristretti come per le isole, allora la specie si adatta, o si adatta o il poco numero la svantaggerebbe enormemente, soprattutto per la minore capacità di avere varietà, requisito importantissimo per la capacità di adattamento della specie. Da ciò è evidente che è alla specie quando gli serve aumentare di numero, può sempre percorrere la strada della minore stazza, e la specie ingrandisce il suo piccolo mondo, e conta pure la velocità, non tanto stranamente, così, anche la velocità conta per le dimensioni del mondo.
Sto facendo ora una considerazione attuale mentre scrivo. Anche la velocità dell'uomo, rimpiccolisce il mondo, mentre la lentezza lo ingrandisce, per gli esseri animati considerando. Suggerito dalle tartarughe che aumentano di mole nelle isole, per loro un'isola è lo stesso molto più grande delle risorse di cui hanno bisogno, e se possono, aumentano di mole. Per noi, imho, non potrebbe mai essere abbastanza grande, se non ci adattiamo noi a lui e senza troppa velocità, da quest'ultima considerazione. E imho, già da tempo ho pensato, che un eventuale alieno, figura retorica, non avrebbe potuto essere intelligente da viaggiare tra le stelle senza necessità di viaggiare per esaurimento di risorse, perché per quella intelligenza, avrebbero prima esaurito un mondo di risorse. E poi c'è la nuova definizione di specie (proposta) Due individui che hanno prole appartengono alla stessa specie. Che forse ho dato come novità due volte, ricordando un passaggio precedente. Motivato da, evidenze della incoerenza della vecchia definizione, frutto di accordi anche, che non consentivano di esprimere liberamente la lettura più attenta, e che portano a considerare che quelli che venivano identificati dalla vecchia definizione come ibridi, non possono appartenere che alla stessa specie dei genitori, che altro potrebbero essere del resto? la vecchia definizione li escludeva perché non avrebbero potuto popolare nessun posto da soli, non potevano salire sull'arca di Noé, e quel tipo di considerazioni, Darwin stesso scrive, hanno limitato la sua esposizione dal condizionamento di pressioni di ambienti non scientifici. Così Noè non avrebbe dovuto portare i muli sull'arca perché non avrebbero procreato? Già c'erano, essendo asini e cavalli la stessa specie, per la definizione di zio Me, (se non già così altrove) . Avevano più probabilità di essere riprodotti degli stessi asini o cavalli, per la vecchia definizione, 4 muli fecondi per la nuova, a coppie molte differenti, come in natura fa la separazione molta lunga tra popolazioni di una specie. E poi c'è il nirvana di Neanderthal. È prima di questo, ma c'è il suo risultato sull'aumento di popolazione che scrivo qui. L'aumento non è infinito, si poteva credere, forse, prima che non si riscontrasse in Natura un meccanismo legato alle combinazioni del codice genetico, che oltre un certo grado di differenza di codici, iniziano a far nascere individui con meno opportunità di incontri fecondi, che rallentano il progredire fino a un massimo limite, oltre il quale semmai, si presenterebbe il problema opposto! Oltre un certo numero non si esauriscono le risorse, che possono sempre aumentare rimpiccolendosi, ma si esauriscono le combinazioni fertili! E se non ci fosse tale limite, la specie continuerebbe a differenziarsi in tutte le direzioni, perdendo ogni identità o assumendole tutte, una ipotesi un po' agghiacciante.
Per cui c'è un limite massimo, dopo il quale si passa a strategie sociali, se si vuole ancora aumentare di numero, e questa strada è percorribile solo aumentando il mondo facendosi piccoli, si può superare il limite fissato dalle combinazioni esaurite con individui non fecondi, come colonie solo femminili. E ultimamente le considerazioni sulla dialettica e intelligenza e comunicazione mi fanno credere più che probabile, che le formiche comunicano con linguaggi simbolici, e ho difficoltà a immaginare una civiltà complessa come la loro senza, una società di intelligenze che comunicano, e dalle stesse considerazioni dialettiche, aumentano la loro intelligenza. È una dimensione che quasi non consideriamo, dato che crediamo che ci debba essere una conquista del mondo, per farne che? Dovrebbe interessare vivere, senza cercare di costruire l'impossibile alla velocità massima. Il fatto che l'intelligenza di piccoli comunicanti aumenti l'intelligenza delle loro società, non sarebbe poi così tanto interessante considerando i nostri vantaggi (dal punto umano) su di loro e loro ora non leggerebbero libri ad esempio. Potrebbe essere pure uno stadio molto successivo all'attuale per loro, ma una valutazione dalle considerazioni genetiche mi mostra, che all'aumentare del numero la produzione delle sue combinazione si accelera, e per i linguaggi ha lo stesso effetto con non so quali limiti invece.
Da cui, per non superare 2 post, le formiche aumenteranno in ogni caso la loro intelligenza per il solo fatto che già comunicano, e quando si metteranno a discutere dovremmo iniziare a osservarle meglio, già alcune, imho, non possono che farlo per forza, da quanto possono coordinarsi. Imho, servono modelli diversi, che ci facciano progredire virtuosamente e adattando il prelievo e la trasformazione di risorse alle necessità. Di mio, ho prodotto una Teoria della paradisoccupazione, che riserva, nei miei studi sulla pratica, considerazioni particolari alla concezione del tempo di un uomo, che trattiamo come un bene disponibile per sempre e lo vendiamo alla prima occasione di aumentare qualche tipo di ricchezza o accumulo.
Bisogna poi considerare:i periodi di crisi sono quelli dove vecchi modelli, che non riescono più a essere sostenibili, vacillano per crollare alle spinte di altri più promettenti, quindi un certo grado di caos è normalissimo. Dal punto di vista storico, la crisi del modello consumista occidentale è la conseguenza della caduta del muro di Berlino, il muro determinò la risposta occidentale che senza ha mostrato che soffre di eccesso, ed è sbilanciato per la corsa a superare il modello concorrente. Avendo vissuto quel periodo da incubo, che non dava grandi possibilità di sopravvivenza, con possibili accidentali escalation, oggi non ho il pessimismo che vedo in giro. Il motivo principale è che c'è un aumento di comunicazione, che secondo teorie sulla dialettica mai smentite, da sole garantiscono un progresso dell'intelligenza e conoscenza dell'uomo, in più c'è il digitale, che consente di diffondere senza costi per le copie, e il resto delle tecnologie della comunicazione. E già così, imho, la partita è aperta. Novità: Differenti modelli di business, in cui gli scambi, che prima venivano effettuati tra due soggetti, avviene invece con tre, dove ognuno ha parte nello scambio e a un equilibrio composto che lo regola, e quindi non basato solo sulla presunta convenienza commerciale di uno scambio semplice, evidente a me e zio Me come: Google business model, e al forum. Capacità misconosciute:la lingua e la dialettica portano a strade dove lo spazio per gli stili meno convenienti per la società è più limitato, questo è quanto sappiamo fin dai Greci, con internet questa possibilità si è amplificata ed estesa oltre i limiti fisici dei confini nazionali stessi. Ma c'è una novità ulteriore, che non so quanto sia considerata.
Tecnologie misconosciute: La scrittura porta chi scrive a ragionare in modo diverso di quando pensa sola, perché può fissare la descrizione di un concetto in una forma che aiuta la mente a ulteriori riflessioni e in più, già nella forma più utile alla comunicazione. E siamo passati da una comunicazione più verbale a una più basata sulla scrittura, per le caratteristiche stesse della scrittura. che consente gradi di comunicazione inarrivabili da una comunicazione sequenziale come l'orale. Questo porta pure un altro vantaggio che favorisce l'aumento dell'intelligenza e che non so quanto già noto. Il quote, è una pratica non molto semplice prima, che prevedeva più comunicazione scritta epistolare e che era riservata a una stretta cerchia di istruiti, internet invece consente di essere dialettici colla scrittura!!! L'unione, quindi, di due tecnologie, sviluppate dall'uomo, dalla sua cultura, per aumentare comunicazione, conoscenza e intelligenza, e che prevede che solo dalla dialettica e dai vantaggi di conoscenza e intelligenza e intelligenza sociale, si hanno molte possibilità di sopravvivenza senza distruggere qualunque cosa commerciabile, cioè tutto dagli sciagurati.

16.05.2010. 23:19

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batik di africano/con licenza poetica nuova-di copiare le copie che vuoi-per librare copie di copie-e se ascolti e pure tu approvi-questa voce libera copie-che ti dà delle mie ora tue-anche a te e tu le puoi dar
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di africano| [da circa aprile 2008](correggibile, derivabile, integrabile)
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